logo_silvia_fois

DOTT.SSA SILVIA FOIS

PSICOLOGA, PSICOTERAPEUTA, ESPERTA IN BIO E NEUROFEEDBACK, TERAPIA SENSOMOTORIA, EMDR.


Riceve per appuntamento a Bologna in Via dell’Indipendenza, 56

Tel. 347.0199259
E-mail: dott.silviafois@gmail.com
Sito web: www.silviafois.it

ISF Neurofeedback

Il Neurofeedback delle Infraslow Fluctuations (ISF Neurofeedback)

Il Neurofeedback delle Infraslow Fluctuations (ISF Neurofeedback)

onda celebrale

I protocolli classici di Neuorfeedback hanno come obiettivo  la rimodulazione dei ritmi cerebrali in aree corticali che sono state associate a specifiche funzioni o sono considerate hubs di importanti Networks cerebrali. Il target sono i ritmi cerebrali, a cui spesso si fa riferimento come “onde”, e si lavora modulando la loro Ampiezza, i picchi di banda, le misure di connettività tra siti, ecc. Le varie onde cerebrali non si distinguono solo per la loro frequenza, ma anche per la loro morfologia e per la loro funzione.

 

Accanto a questa attività cerebrale, coesistono oscillatori cerebrali più lenti, non ritmici, anch’essi associati a importanti funzioni. A causa delle difficoltà tecniche che comporta la loro registrazione, questi oscillatori sono stati storicamente poco studiati; si riteneva inoltre che si trattasse di un’attività di fondo, priva di interesse rispetto alle funzioni superiori e al benessere psichico della persona.

Grazie alle moderne tecnologie si sta comprendendo sempre più l’enorme importanza di questi oscillatori, che sembrano rimodulare anche le componenti dell’EEG più “veloci”.

Finalmente anche con il Neurofeedback siamo in grado di lavorare con questa attività cerebrale, si parla in questo caso di Neurofeedback con le Infraslow Fluctuations, o ISF Neurofeedback.

 

Il metodo prevede l’individuazione di una Frequenza Ottimale all’interno della banda ISF, che è unica per ogni individuo. Questa Frequenza viene utilizzata durante il training e il suo impatto è evidente durante le sessioni. La persona sperimenta infatti sensazioni di vario tipo, che guideranno nell’affinamento del protocollo.

 

Il lavoro con le ISF ben si sposa con il lavoro clinico in Psicoterapia e consente una profonda regolazione a livello di Sistema Nervoso Autonomo. Molto utile quindi per coloro che presentano un quadro clinico accompagnato da disregolazione a livello Autonomico, ad esempio le persone con: disturbi dell’ Umore, Trauma Psichico, Disturbi Dissociativi, disturbi del Sonno, disturbi a carico dell’Apparato Digerente, Dolore Cronico, Stress, Autismo, Alessitimia ecc.

Il metodo si distingue per essere maggiormente interattivo e prevede un ascolto profondo della persona le cui sensazioni guidano il terapeuta durante tutto il processo.

Per lavorare con le Infraslow Fluctuations occorrono degli amplificatori particolari, chiamati “DC coupled”. Questi Amplificano sia la DC (in MilliVolt) che la AC (in MicroVolt), «accoppiando» i vari livelli di amplificazione. In questo modo si ottiene una baseline più stabile con la quale confrontare il segnale e si ha modo di separare efficacemente tutto ciò che non è DC.

In un passato recente questi amplificatori erano ancora troppo costosi per la clinica e difficili da implementare nei sistemi digitali. E’ necessario inoltre utilizzare elettrodi in Ag/AgCl, perché meno polarizzabili con l’utilizzo.

La ricerca ha associato le Infraslow Fluctuations

  • Al bilanciamento della risposta autonomica (primi studi sugli animali Aladjalova, 1957; Balt, 2020)
  • Funzioni Ipotalamiche
  • Rilascio ormonale
  • Ritmi circadiani e ritmo sonno/veglia
  • alla coordinazione tra Networks cerebrali (Vanhatalo, Voipio & Kaila, 2005)
  • Alla coordinazione tra loops cortico-corticali (Buzsaki, 2006)
  • Al ritmo Alpha (Pfurtscheller, 1976; Huges et al., 2011)
  • All’eccitabilità delle componenti veloci dell’EEG (Lundqvist et al, 2013; Ko et al, 2011; Vanhatalo, 2004)
  • Alla coordinazione tra attività neurale, flusso sanguigno, glia, barriera emato-encefalica (Palva et al., 2012; Thatcher, 2012; Nikulin et al, 2014 sulla correlazione con le oscillazioni emodinamiche)

E anche:  Regolazione del sonno; disturbi dell’umore; processi cognitivi (memoria, attenzione, percezione); rilascio ormonale (soprattutto asse HPA ma anche ormone luteinizzante); epilettogenesi

I protocolli classici di Neuorfeedback hanno come obiettivo  la rimodulazione dei ritmi cerebrali in aree corticali che sono state associate a specifiche funzioni o sono considerate hubs di importanti Networks cerebrali. Il target sono i ritmi cerebrali, a cui spesso si fa riferimento come “onde”, e si lavora modulando la loro Ampiezza, i picchi di banda, le misure di connettività tra siti, ecc. Le varie onde cerebrali non si distinguono solo per la loro frequenza, ma anche per la loro morfologia e per la loro funzione.

Accanto a questa attività cerebrale, coesistono oscillatori cerebrali più lenti, non ritmici, anch’essi associati a importanti funzioni. A causa delle difficoltà tecniche che comporta la loro registrazione, questi oscillatori sono stati storicamente poco studiati; si riteneva inoltre che si trattasse di un’attività di fondo, priva di interesse rispetto alle funzioni superiori e al benessere psichico della persona.

Grazie alle moderne tecnologie si sta comprendendo sempre più l’enorme importanza di questi oscillatori, che sembrano rimodulare anche le componenti dell’EEG più “veloci”.

Finalmente anche con il Neurofeedback siamo in grado di lavorare con questa attività cerebrale, si parla in questo caso di Neurofeedback con le Infraslow Fluctuations, o ISF Neurofeedback.

Il metodo prevede l’individuazione di una Frequenza Ottimale all’interno della banda ISF, che è unica per ogni individuo. Questa Frequenza viene utilizzata durante il training e il suo impatto è evidente durante le sessioni. La persona sperimenta infatti sensazioni di vario tipo, che guideranno nell’affinamento del protocollo.

Il lavoro con le ISF ben si sposa con il lavoro clinico in Psicoterapia e consente una profonda regolazione a livello di Sistema Nervoso Autonomo. Molto utile quindi per coloro che presentano un quadro clinico accompagnato da disregolazione a livello Autonomico, ad esempio le persone con: disturbi dell’ Umore, Trauma Psichico, Disturbi Dissociativi, disturbi del Sonno, disturbi a carico dell’Apparato Digerente, Dolore Cronico, Stress, Autismo, Alessitimia ecc.

Il metodo si distingue per essere maggiormente interattivo e prevede un ascolto profondo della persona le cui sensazioni guidano il terapeuta durante tutto il processo.

Per lavorare con le Infraslow Fluctuations occorrono degli amplificatori particolari, chiamati “DC coupled”. Questi Amplificano sia la DC (in MilliVolt) che la AC (in MicroVolt), «accoppiando» i vari livelli di amplificazione. In questo modo si ottiene una baseline più stabile con la quale confrontare il segnale e si ha modo di separare efficacemente tutto ciò che non è DC.

In un passato recente questi amplificatori erano ancora troppo costosi per la clinica e difficili da implementare nei sistemi digitali. E’ necessario inoltre utilizzare elettrodi in Ag/AgCl, perché meno polarizzabili con l’utilizzo.

La ricerca ha associato le Infraslow Fluctuations

  • Al bilanciamento della risposta autonomica (primi studi sugli animali Aladjalova, 1957; Balt, 2020)
  • Funzioni Ipotalamiche
  • Rilascio ormonale
  • Ritmi circadiani e ritmo sonno/veglia
  • alla coordinazione tra Networks cerebrali (Vanhatalo, Voipio & Kaila, 2005)
  • Alla coordinazione tra loops cortico-corticali (Buzsaki, 2006)
  • Al ritmo Alpha (Pfurtscheller, 1976; Huges et al., 2011)
  • All’eccitabilità delle componenti veloci dell’EEG (Lundqvist et al, 2013; Ko et al, 2011; Vanhatalo, 2004)
  • Alla coordinazione tra attività neurale, flusso sanguigno, glia, barriera emato-encefalica (Palva et al., 2012; Thatcher, 2012; Nikulin et al, 2014 sulla correlazione con le oscillazioni emodinamiche)

E anche:  Regolazione del sonno; disturbi dell’umore; processi cognitivi (memoria, attenzione, percezione); rilascio ormonale (soprattutto asse HPA ma anche ormone luteinizzante); epilettogenesi

E’ possibile richiedere un appuntamento scrivendo a: dott.silviafois@gmail.com.