Domande frequenti

 

Come viene eseguita la valutazione iniziale?

Inizialmente viene fatta una valutazione psicodiagnostica, con dei test neurocognitivi e colloquio clinico. Viene inoltre effettuata una mappatura (brainmap) ottenendo i dati relativi ai diversi parametri cerebrali per poterne valutare la funzionalità e la distribuzione nel Sistema Nervoso Centrale. Il segnale elettrico viene processato dal computer e si presta attenzione all’equilibrio tra i ritmi (onde alpha, theta, beta…). Andremo a osservare quelli coinvolti  nella funzione che si cerca di modificare in modo specifico per ogni persona e per ogni problema. Questo consente di mettere a punto un programma di intervento mirato per ogni individuo.

Come si svolge un incontro tipico?

La persona viene fatta accomodare su una poltrona e vengono collegati i sensori (attività che richiede non più di 5 minuti). Viene fatta una registrazione iniziale dell’attività cerebrale (baselines) per un tempo minimo (2 minuti) e poi inizia l’allenamento (training). L’informazione viene rimandata alla persona stessa che dovrà cercare di modificare i propri ritmi diminuendo l’attività di quelli troppo alti o aumentando l’attività di quelli troppo bassi a seconda del protocollo. A questo punto è come se il soggetto giocasse ad un videogioco senza muoversi, soltanto con la propria mente. Deve infatti riuscire a ottenere un movimento nelle immagini o dei punti nei videogame provando diverse strategie, aiutato dalle informazioni di ritorno che gli indicano quando va nella giusta direzione.

E’ una cosa fastidiosa?

No! E’ anzi molto affascinante vedere come si riesce a interagire con il computer semplicemente modificando il proprio stato mentale. Le animazioni e le musiche possono essere cambiate e si possono utilizzare dei CD musicali proposti dalla persona oltre che dei Dvd per le animazioni, con il proprio film preferito o il cartone animato per il bambino.

Esistono dei rischi per la salute?

Non sono presenti effetti collaterali essendo il NF una tecnica non invasiva, la modificazione delle connessioni tra i neuroni è di tipo biologico, non biochimico.

Gli elettrodi registrano semplicemente l’attività elettrica sullo scalpo e non c’è nessuna stimolazione cranica. Le animazioni e le musiche indicano i corretti equilibri, non obbligano a seguire dei percorsi.

Inoltre non può esserci nessuna trasmissione di corrente elettrica accidentale sullo scalpo perché il dispositivo è collegato al computer attraverso fibra ottica.

Come è possibile che si possano modificare degli aspetti fisiologici semplicemente guardando un monitor?

Il cervello è un organo dotato di enorme plasticità, cioè la capacità di cambiare e riorganizzarsi attraverso l’esperienza. L’apprendimento in questo caso è un apprendimento procedurale, come  quello che ci consente di imparare ad andare in bicicletta: sappiamo come fare ma non sappiamo spiegare cosa facciamo esattamente. Nel momento in cui abbiamo un riscontro immediato del nostro funzionamento, abbiamo modo di modulare la nostra risposta e imparare per prove ed errori. Possiamo così apprendere delle funzionalità che il nostro cervello fino ad ora non aveva sviluppato. In definitiva non è tanto il monitor, quanto la conoscenza di noi stessi, a consentirci di cambiare.

Con il Neurofeedback si possono anche migliorare le prestazioni o il benessere di soggetti sani?

Si! Da tanti anni il Neurofeedback è utilizzato per massimizzare le prestazioni degli sportivi (esempi noti in Italia sono la Nazionale di Calcio o ipiloti automobilistici) o dei professionisti che sono sottoposti a stress e carichi di lavoro mentale importanti, come ad esempio manager aziendali o chirurghi. Questo trattamento prende il nome di Peak Performance, intendendo l’ottimizzazione delle prestazioni cognitive e delle risorse energetiche del cervello, con l’aumento dell’attenzione, la memoria,  la capacità di mantenere uno stato di rilassamento anche durante la prestazione cognitiva o la pressione temporale, la percezione, il pensiero creativo.

Si possono sospendere i trattamenti farmacologici o la psicoterapia?

In nessun modo il trattamento con il Neurofeedback vuole sostituirsi al parere del medico di fiducia, alla farmacoterapia o alla Psicoterapia, ma può invece essere complementare a qualsiasi altro tipo di trattamento visto che non comporta effetti collaterali. In molti casi si osserva un miglioramento clinico che può portare alla riduzione o sospensione del farmaco, non si intende tuttavia il trattamento in questione come unico trattamento possibile o  alternativo a quelli sopracitati, in quanto va ad agire su meccanismi differenti. In questo senso anche la Psicoterapia può essere associata efficacemente laddove necessaria e per gli aspetti sintomatologici maggiormente legati alla relazione.